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Pace a voi

«Ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.
Egli infatti è la nostra pace,
colui che di due ha fatto una cosa sola,
abbattendo il muro di separazione che li divideva,
cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne» (Ef 2, 13-14)
 
Cristo Gesù è la nostra pace!
E la pace dove scaturisce? Dove viene abbattuto il muro di separazione che divide, dove sia vinta l’inimicizia e nasca una reale comunione di vita, un’amicizia.
Come avviene? Avviene nella Pasqua di Cristo Gesù: il Figlio di Dio fatto carne per noi ha assunto fino alla fine la nostra umanità gravata dal mistero del male, Lui che ha condiviso con noi tutto, eccetto il peccato, è stato fatto peccato per la nostra salvezza (cfr. 2Cor 5, 21), si è caricato di tutto il fiume di veleno della storia dell’umanità.
E allora la pace cos’è? Comunione di vita in Dio e tra di noi. In fondo è quello che cerchiamo: cerchiamo il cuore di chi ci ama, in cui riposare, cerchiamo un’autentica intimità, cerchiamo una vera comunione. Ma tante volte il desiderio di comunione è continuamente rovinato dal mistero del male, del peccato.
Al termine della preghiera del Padre Nostro, dove riconosciamo di essere famiglia di Dio, invochiamo il dono della pace. Perché proprio dove si ama spesso le cose si rovinano e ci si ritrova nell’astio, nell’odio? Perché accade così nelle famiglie? Un uomo ed una donna si promettono sinceramente amore per sempre e diventano l’un l’altro inferno al punto da non poterci più stare. Fratelli che vivono insieme e si ritrovano in contrasto per un’eredità. Comunità parrocchiali dove non raramente nella migliore delle ipotesi ciascuno fa il proprio cammino individuale: quand’è l’ultima volta che qualche fratello nella fede è entrato in casa tua, che ti sei fermato a condividere la presenza di Gesù risorto con lui, che hai avuto uno scambio sincero di vita?
E la Liturgia sapientemente fa dire al sacerdote: «Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unita e pace secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli». E il resto del popolo risponde: «Amen».
Fa eco alle parole di Gesù: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi» (Gv 14, 27). Gesù dona la pace ma subito precisa che non la troviamo come la cercheremmo noi nel mondo. «Non guardare ai nostri peccati ma alla fede della tua Chiesa». La pace la trovi con la conversione del cuore: i miei peccati sono male, la guarigione passa misteriosamente dalla comunione di vita e di fede nel corpo di Cristo che è la Chiesa.
Per cui il segno (facoltativo) dello scambio di pace esprime la disponibilità a ricevere il vero dono dell’eucaristia, che non è una «cosa» ma diventare una vita, un corpo, uno spirito in Cristo Gesù per la potenza dello Spirito. Cioè la pace è disponibilità a dire a chi ho a fianco: «permetto e voglio che tu entri nella mia vita e vi trovi ospitalità». Non è semplicemente socializzazione, non è educazione, non è un saluto. È riconoscere che la mia vita ti appartiene in Cristo Gesù e che la tua vita mi appartiene, perché l’eucaristia è questo che realizza.
Vorremmo davvero che questa Pasqua 2022 potesse essere il dono della pace, che trasforma il mondo, ogni conflitto, i più piccoli e i più grandi, i più segreti e quelli sotto gli occhi di tutti: Cristo Gesù dato per noi, Dio che fa vita con noi, noi che facciamo vita tra di noi in Lui.

Parrocchia S. Giuseppe In S. Maria Assunta –
Piazza delle Penne Nere, 3 37141 Montorio (VR)